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Gli IN-Book alla biblioteca di Galbiate

Scritto da  Venerdì, 22 Gennaio 2016 00:00
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Inaugurata la nuova sezione IN-Book alla biblioteca di Galbiate.

I primi giorni di Dicembre è stata inaugurata anche presso la Biblioteca Civica di Galbiate "Giuseppe Panzeri" la nuova sezione di libri in-book, dopo l'analoga cerimonia tenutasi a Lecco la settimana precedente. Si tratta di un progetto regionale che ha coinvolto dieci biblioteche, tra le quali la nostra, per dare a tutti la possibilità di godere del piacere della lettura: gli in-book sono strumenti per potenziare e diffondere a tutti la lettura e la cultura, che danno un valore aggiunto a chi ha esigenze di approcciare alla comunicazione in modo diverso, a causa delle difficoltà di lettura e decodificazione che alcuni libri e illustrazioni possono comportare a chi ha problemi di vista o dislessia.

Cosa sono gli IN-Book?

Come sono nati e come si sono evoluti? Gli IN-Book sono progetti nati in seno al Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa di Milano e Verdello (http://www.sovrazonalecaa.org/), che rappresenta uno dei pochi centri di riferimento pubblici italiani per le attività cliniche in CAA e per la formazione degli operatori e delle famiglie. La CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa) è un’area della pratica clinica che cerca di compensare la disabilità temporanea o permanente di persone con bisogni comunicativi complessi. La CAA utilizza tutte le competenze comunicative della persona, includendo le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente, i gesti, i segni, la comunicazione con ausili e la tecnologia avanzata.

Non si tratta semplicemente di applicare una tecnica riabilitativa, ma di costruire un sistema flessibile su misura per ogni persona, da promuovere in tutti i momenti e luoghi della vita poiché la comunicazione è per ognuno di noi necessaria ed indispensabile in ogni momento, e non solo nella stanza di terapia. Per la creazione degli in-book si è partiti dal presupposto che la lettura ad alta voce di libri illustrati da parte di un adulto è ormai ampiamente riconosciuta come un’esperienza fondamentale per i bambini fin dai primi mesi di vita: sostiene lo sviluppo emotivo e contemporaneamente quello linguistico e cognitivo. Molti sono i progetti internazionali e italiani al riguardo, tra cui ricordiamo “Nati per Leggere”.

Le prime volte i bambini non capiscono tutto quello che viene loro letto o detto. Ma ascoltando più volte la stessa storia, pian piano ne dipanano i passaggi e le sfumature, grazie alle illustrazioni, alla conoscenza del contesto, al modo con cui l’adulto legge, al gioco del leggere e rileggere. L’ascolto dei libri permette un’esposizione a frasi un poco più complesse di quelle che si usano nel parlato, e ad un vocabolario più ampio ma fortemente legato al contesto della storia, oltre che ricco di emozioni.

In presenza di una disabilità complessa e della comunicazione, i partner comunicativi sono portati ad utilizzare un linguaggio meno interattivo di quello utilizzato con i coetanei, più direttivo e povero di contenuti, con domande chiuse e risposte già note e quindi meno adatto per l’apprendimento della lingua (Blockberger e Sutton, 2003). In molti bambini con disabilità, la comprensione linguistica costituisce un elemento critico, spesso erroneamente considerato un problema di comprensione intellettiva. Certamente ci sono bambini che possono non capire perché non ce la fanno dal punto di vista cognitivo, ma molti bambini non capiscono perché non comprendono la sequenza delle parole, un po’ come succede a noi con una lingua straniera quando ancora la conosciamo poco.

I bambini con disabilità, soprattutto complessa e della comunicazione, sono dunque quelli che potrebbero avere i maggiori vantaggi dall’essere esposti molto precocemente alla lettura ad alta voce. Sono invece quelli a cui si legge meno e più tardi e per i quali non si trovano mai libri adatti.

Dai primi anni 2000 il Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa di Milano e Verdello ha cominciato a costruire libri “su misura” per bambini con disabilità della comunicazione, con il testo completamente tradotto in simboli. Il libro illustrato deve infatti essere “su misura” per il bambino, perché possa agganciarsi ed appassionarsi alla voce narrante, al ritmo, al calore, alla presenza e ricchezza delle emozioni, perché possa assaporare, nella condivisione del libro, l’attenzione dedicata e completa dell’adulto, la sua capacità di ascoltare mentre si fa ascoltare, la capacità di interrompere un attimo prima di quando potrebbero comparire i primi segni di stanchezza del piccolo, la disponibilità a leggere e rileggere più e più volte. Nel caso del bambino con disabilità della comunicazione, può essere necessario adattare molti aspetti: contenuto, modo di leggere, grafica e immagini, struttura della frase, testo, struttura fisica.

È possibile partire da un libro illustrato già esistente e modificarlo per renderlo accessibile (libro modificato), oppure si possono anche creare libri che siano completamente nuovi e su misura per “quel” bambino (libro personalizzato).

La “gratuità” è elemento essenziale: è importante cioè che l’adulto legga senza pretendere nulla in cambio, senza “interrogare” il bambino, o cercare di verificare cosa ha colto della lettura che è stata condivisa.

Elemento caratteristico dei libri “su misura”, modificati o personalizzati, è l’adattamento del testo ai bisogni specifici del bambino, e la sua “traduzione” in simboli. I simboli sono uno degli elementi fondamentali della CAA, , rappresentano una vera e propria seconda lingua visiva che affianca quella uditiva. Sono sempre composti da un’immagine grafica, dalla parola alfabetica scritta in alto, da un sottile bordo che tiene insieme le due. La persona che usa la CAA riconosce l’immagine, il partner comunicativo la parola. Nella lettura ad alta voce dei libri “su misura”, l’adulto indica uno per uno i simboli che compongono la frase, senza rallentare la lettura e mantenendone la vivacità. Può così sostenere l’ascolto del bambino con l’accompagnamento della “lingua visiva”, che facilita l’attenzione e la comprensione di quanto si ascolta.

A titolo d’esempio riportiamo due pagine in simboli, una di un libro molto semplice e l'altro di un libro personalizzato molto elaborato.

Libro semplice

Libro molto elaborato

 

L’utilizzo di libri “su misura” ha cambiato il modo di lavorare in CAA. Da un lato ha aiutato molto a focalizzare sull'importanza della comunicazione in entrata, prima che in uscita, e dall’altro ha permesso di trovare modi per rendere più “naturale” l’uso della CAA nei contesti di vita. Capire come usare i libri è infatti abbastanza semplice e intuitivo, e può facilitare molto il passaggio sia per i bambini che per il loro contesto verso altri strumenti di CAA come tabelle e ausili.

Inoltre, in modo un po’ inaspettato, i libri in simboli hanno cominciato a circolare spontaneamente nelle scuole materne, nelle biblioteche e in molti altri contesti, e sono così diventati patrimonio di tutti i bambini. Sono prima di tutto piaciuti, hanno appassionato, sono stati contesi, hanno permesso contemporaneamente condivisione e autonomia. Ci si è alla fine accorti che sono serviti a tutti i bambini per crescere, per capire meglio il linguaggio, per parlare, per condividere l’attenzione, per aumentare la capacità di ascoltare, per scoprire come si può comunicare con alcuni compagni e per molte altre cose. In particolare, sono stati preziosi per sostenere in modo naturale quei bambini che per diversi motivi hanno maggiori difficoltà con il linguaggio e con l’ascolto: bambini con disturbo di linguaggio o di attenzione, bambini migranti e molti altri.

Negli anni non sono quindi più stati solo strumenti “su misura” per bambini con disturbo complesso della comunicazione, ma sono diventati “IN-Book”, strumenti per l’inclusione di tutti i bambini, nella direzione di una “speciale normalità” (Ianes, 2006), da condividere, da scambiare, da mettere a disposizione in piccole biblioteche di classe, nell’ambito delle quali non è più necessario “costruire” su misura, perché come per tutti i bambini si può “scegliere” su misura tra i molti a disposizione.

Una spiegazione più pratica sugli IN-Book

Durante la cerimonia di presentazione avvenuta presso la Biblioteca di Galbiate, la consulente pedagogica, insegnante e mamma Laura De Meglio ha illustrato le difficoltà di lettura e decodificazione che alcuni libri e illustrazioni possono comportare a chi ha problemi di vista o dislessia.

"È importantissimo curare i libri in ogni loro aspetto, tenendo conto che ci sono lettori che hanno esigenze particolari per decifrare testo e immagini. Alcune case editrici hanno infatti pubblicato libri con illustrazioni molto ricche di dettagli, che vengono meno ai principi di chiarezza, nitidezza o contrasto. In altri casi, è possibile che invece non vengano rispettate alcune funzioni delle illustrazioni: quella estetica, quella di accompagnamento, quando si verifica uno scollamento tra testo e disegno, o quella pedagogica, che si trova nei libri di denominazione. La lettura aumentata sfrutta proprio la capacità delle immagini di integrarsi profondamente al testo, approfittando della forte carica esplicativa che i due piani comunicativi sanno trasmettere".

Gli IN-Book, spiega la professionista, sono quindi libri già in commercio, che vengono scansionati e poi tradotti in simboli, affiancando all'immagine originale, sulla pagina sinistra, alcuni riquadri sulla pagina di destra, dove simboli in bianco e nero sono sovrastati dalla parola cui fanno riferimento.
"Gli IN-Book sono in grado di favorire lo sviluppo linguistico, emotivo e conoscitivo del bambino. Inizialmente, però, lettere e riquadri venivano intervallati, rendendo la lettura complicata. A questa modalità si è poi sostituita la scrittura interna al riquadro, ma le lettere venivano poste sotto l'immagine. Ciò non era funzionale perché per leggere gli IN-Book si usa il metodo del modeling: un adulto funge da mediatore e accompagna alla lettura a voce alta l'indicazione costante dei simboli corrispondenti, passandoli con il dito indice da sinistra a destra"

L’intervento di Laura De Meglio è stato seguito da quello di una maestra elementare, Eugenia Ratti, che ha adottato gli IN-Book per un suo allievo straniero.
"Elia non è tuttora in grado di comunicare articolando parole inserite in un contesto: per facilitare il suo apprendimento, grazie anche all'appoggio della madre e della cooperativa sociale Empiria, abbiamo deciso di usufruire gli in-book e di crearne alcuni per studiare materie come l'inglese o la storia. I libri di Elia sono poi diventati patrimonio comune: spesso con il resto della classe usiamo libri personalizzati, modificati o tradotti in simboli per studiare e comunicare in maniera non tradizionale. La preziosa collaborazione tra tutte le maestre, l'educatrice, l'insegnante di sostegno e la cooperativa ci ha permesso anche di creare una nostra versione sintetizzata del bellissimo romanzo di Sepulveda "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare". Dall’esperienza è emerso che gli IN-Book favoriscono l'attenzione e possono essere integrati a strumenti didattici digitali come la LIM.

Libri di approfondimento sulla creazione e sull’uso di IN-Book

Segnaliamo infine la presenza di un libro, edito da Erikson, intitolato Costruire libri e storie con la CAA

Gli IN-book per l'intervento precoce e l'inclusione
Di Maria Antonella Costantino

È possibile consultarne la scheda all’indirizzo http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=39753

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